
Il rifacimento dell’impianto elettrico è uno degli interventi più importanti in una ristrutturazione. Un impianto obsoleto non è solo inefficiente ma rappresenta un serio rischio per la sicurezza di chi abita la casa. A Milano, dove gran parte del patrimonio edilizio risale agli anni ’60-’80, questo tipo di intervento è spesso indispensabile.
In questa guida analizziamo quando è necessario rifare l’impianto, quanto costa, quali sono le normative da rispettare e come ottenere le detrazioni fiscali previste per questo tipo di lavori.
Quando è necessario rifare l’impianto elettrico
Non tutti gli impianti datati richiedono una sostituzione completa. Ecco i segnali che indicano la necessità di un intervento.
Segnali di allarme da non sottovalutare
- Frequenti scatti del salvavita: il differenziale interviene spesso senza motivo apparente
- Prese e interruttori anneriti: segno di surriscaldamento e possibili cortocircuiti
- Odore di bruciato: indica cavi surriscaldati o connessioni danneggiate
- Cavi volanti e prolunghe fisse: sintomo di un impianto sottodimensionato
- Luci che sfarfallano: problemi di connessione o sezione cavi insufficiente
- Assenza di messa a terra: condizione pericolosa presente in molti impianti pre-anni ’90
Età dell’impianto
Un impianto elettrico ha una vita utile di circa 25-30 anni. Oltre questa soglia, anche in assenza di malfunzionamenti evidenti, i materiali si degradano aumentando il rischio di guasti e incidenti.
Gli impianti realizzati prima del 1990 nella maggior parte dei casi non rispettano le normative attuali e andrebbero completamente rifatti, non solo adeguati.
Aumento dei carichi elettrici
Le abitazioni moderne hanno fabbisogni energetici molto superiori rispetto al passato. Climatizzatori, piani a induzione, asciugatrici e auto elettriche richiedono potenze che impianti dimensionati 30-40 anni fa non possono gestire in sicurezza.
Normativa impianti elettrici: cosa prevede la legge
La normativa di riferimento per gli impianti elettrici civili è il DM 37/2008, che stabilisce i requisiti di sicurezza e le procedure per la progettazione, realizzazione e certificazione degli impianti.
Obblighi di legge
Ogni impianto elettrico deve essere:
- Progettato da un professionista abilitato per impianti oltre 6 kW o in ambienti con rischi specifici
- Realizzato da imprese abilitate e iscritte alla Camera di Commercio
- Certificato con rilascio della Dichiarazione di Conformità (DiCo)
La Dichiarazione di Conformità
Al termine dei lavori, l’impresa installatrice deve rilasciare la Dichiarazione di Conformità, documento che attesta la realizzazione dell’impianto a regola d’arte secondo le norme tecniche vigenti.
La DiCo è obbligatoria e necessaria per:
- Attivare o aumentare la potenza del contatore
- Vendere o affittare l’immobile
- Ottenere l’agibilità
- Accedere alle detrazioni fiscali
Livelli prestazionali secondo CEI 64-8
La norma CEI 64-8 definisce tre livelli prestazionali per gli impianti elettrici residenziali:
Livello 1 (base): dotazione minima per garantire sicurezza e funzionalità essenziale. Numero minimo di prese e punti luce per ambiente.
Livello 2 (standard): maggiore dotazione di prese e circuiti, predisposizione per servizi ausiliari come videocitofono e antifurto.
Livello 3 (domotico): impianto evoluto con sistemi di automazione, controllo carichi, gestione scenari e integrazione con dispositivi smart.
Quanto costa rifare l’impianto elettrico a Milano
I costi variano in base alla metratura, al livello prestazionale richiesto e alle condizioni dell’immobile. Ecco una panoramica realistica per una ristrutturazione a Milano.
Costi indicativi al metro quadro
- Impianto Livello 1: da 50 a 70 euro/mq
- Impianto Livello 2: da 70 a 100 euro/mq
- Impianto Livello 3 (domotico): da 100 a 150 euro/mq
Esempi concreti
Bilocale 50 mq – Livello 2:
Rifacimento completo con quadro elettrico, linee dorsali, punti presa e luce: da 3.500 a 5.000 euro.
Trilocale 80 mq – Livello 2:
Impianto completo con predisposizione climatizzazione e videocitofono: da 5.500 a 8.000 euro.
Appartamento 100 mq – Livello 3:
Impianto domotico con controllo luci, tapparelle elettriche, gestione scenari: da 10.000 a 15.000 euro.
Costi aggiuntivi da considerare
- Opere murarie (tracce): da 15 a 25 euro/ml di traccia
- Ripristino intonaci: da 8 a 15 euro/mq
- Sostituzione quadro elettrico: da 300 a 800 euro
- Aumento potenza contatore: da 150 a 300 euro
Come si svolge il rifacimento dell’impianto
Il rifacimento di un impianto elettrico segue fasi precise che garantiscono qualità e conformità normativa.
Fase 1 – Sopralluogo e progettazione
Il tecnico verifica lo stato dell’impianto esistente, raccoglie le esigenze del cliente e progetta la nuova distribuzione. Per appartamenti oltre 200 mq o con potenza superiore a 6 kW è obbligatorio un progetto firmato da professionista abilitato.
Fase 2 – Tracce e predisposizioni
Si realizzano le tracce nelle pareti per il passaggio dei corrugati. Questa fase è la più invasiva e rumorosa dell’intero intervento. In alternativa alle tracce, è possibile prevedere un controsoffitto per il passaggio delle linee principali.
Fase 3 – Posa corrugati e scatole
Si installano i tubi protettivi e le scatole di derivazione e di incasso per prese e interruttori. Le scatole vengono murate e livellate con l’intonaco.
Fase 4 – Cablaggio
Si tirano i cavi all’interno dei corrugati collegando tutti i punti al quadro elettrico. I cavi devono avere sezione adeguata ai carichi previsti.
Fase 5 – Installazione quadro e apparecchiature
Si installa il quadro elettrico con interruttore generale, differenziali e magnetotermici per ogni circuito. Si montano prese, interruttori e frutti.
Fase 6 – Verifiche e certificazione
Si effettuano le verifiche strumentali (resistenza di isolamento, continuità terra, intervento differenziale) e si rilascia la Dichiarazione di Conformità.
Componenti di un impianto elettrico moderno
Un impianto a norma si compone di elementi specifici, ciascuno con una funzione precisa.
Quadro elettrico
È il cuore dell’impianto. Contiene l’interruttore generale, i dispositivi differenziali (salvavita) e i magnetotermici che proteggono i singoli circuiti da sovraccarichi e cortocircuiti.
Impianto di terra
Sistema di dispersori e conduttori che scarica a terra le correnti di guasto, proteggendo le persone dal rischio di folgorazione. È obbligatorio in tutti gli impianti.
Circuiti dedicati
Un impianto ben progettato prevede circuiti separati per:
- Illuminazione
- Prese generiche
- Prese in cucina
- Lavatrice e asciugatrice
- Climatizzatori
- Piano cottura a induzione (se presente)
Scaricatori di sovratensione
Proteggono gli apparecchi elettronici da picchi di tensione causati da fulmini o anomalie della rete. Particolarmente consigliati per abitazioni con molti dispositivi elettronici di valore.
Impianto elettrico e detrazioni fiscali
Il rifacimento dell’impianto elettrico rientra tra gli interventi di manutenzione straordinaria che danno diritto alla detrazione del 50% delle spese sostenute, fino a un massimo di 96.000 euro.
Per accedere al beneficio è necessario:
- Effettuare i pagamenti tramite bonifico parlante
- Conservare fatture e certificazioni
- Presentare la pratica edilizia se richiesta (CILA per interventi che modificano l’impianto)
Per approfondire le modalità di accesso alle agevolazioni, consultate la nostra guida dedicata alle pratiche edilizie e detrazioni.
Rifacimento parziale o completo: cosa scegliere
In alcuni casi potrebbe sembrare conveniente optare per un adeguamento parziale invece che per un rifacimento completo. Ecco cosa valutare.
Quando basta l’adeguamento
Un adeguamento può essere sufficiente se:
- L’impianto è relativamente recente (post 1990)
- I cavi sono in buone condizioni
- Serve solo aggiungere qualche punto presa o linea
- Il quadro elettrico è già dimensionato correttamente
Quando conviene rifare tutto
Il rifacimento completo è consigliato se:
- L’impianto ha più di 30 anni
- I cavi sono in materiale datato (vecchi rivestimenti)
- Manca la messa a terra
- Si prevede una ristrutturazione con apertura tracce
- Si vuole aumentare significativamente la potenza disponibile
Nel lungo periodo, un impianto completamente nuovo offre maggiore sicurezza, efficienza e durata rispetto a interventi parziali su strutture vetuste.
Impianto elettrico smart e domotica
Le tecnologie moderne permettono di realizzare impianti evoluti che vanno oltre la semplice distribuzione elettrica.
Funzionalità domotiche principali
- Controllo luci: accensione, spegnimento e dimmerazione da app o comandi vocali
- Gestione tapparelle: automazione oraria e controllo da remoto
- Scenari predefiniti: configurazioni per diversi momenti della giornata (sveglia, uscita, notte)
- Monitoraggio consumi: visualizzazione in tempo reale dei consumi elettrici
- Integrazione antifurto: sensori e telecamere collegati all’impianto
Predisposizione per il futuro
Anche senza installare subito un impianto domotico completo, è consigliabile prevedere la predisposizione: corrugati di sezione maggiorata, scatole più profonde e cablaggio strutturato permettono future evoluzioni senza opere murarie.
Domande frequenti sul rifacimento impianto elettrico
Quanto tempo serve per rifare l’impianto elettrico?
Per un appartamento di 70-100 mq, i tempi medi sono di 5-7 giorni lavorativi per la parte elettrica, a cui si aggiungono i tempi per ripristino intonaci e tinteggiatura se necessari.
È possibile rifare l’impianto senza rompere i muri?
In parte sì, utilizzando canaline esterne, battiscopa tecnici o controsoffitti. Tuttavia, la soluzione sottotraccia rimane preferibile per estetica e protezione dei cavi.
Cosa succede se vendo casa senza Dichiarazione di Conformità?
La DiCo non è obbligatoria per la compravendita, ma l’acquirente può richiedere una riduzione del prezzo o pretendere che il venditore faccia eseguire l’adeguamento prima del rogito.
Devo svuotare la casa durante i lavori?
Non completamente, ma è necessario liberare le pareti interessate dalle tracce e proteggere mobili e pavimenti dalla polvere. Concordate con l’impresa la sequenza dei lavori per minimizzare i disagi.
Chi deve richiedere l’aumento di potenza al contatore?
La richiesta può essere fatta dal proprietario o dall’impresa installatrice. È necessario attendere il completamento dell’impianto e il rilascio della DiCo prima di richiedere l’aumento.

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